Disturbo post traumatico da stress: 2 cose da sapere

Disturbo post traumatico da stress

Ciao e benvenuto sul nostro blog, oggi parleremo in questo articolo di disturbo post traumatico da stress, infatti molto probabilmente se sei qui è perché hai digitato sul motore di ricerca le seguenti parole: disturbo da stress post traumatico, disturbo post traumatico da stress sintomi, disturbo post traumatico da stress sintomi fisici e disturbo post traumatico da stress test.

Il disturbo post traumatico da stress si presenta nelle persone che hanno subito un evento traumatizzante che portano delle gravi conseguenza sia fisiche che psicologiche. Bloccando anche la persona che ne soffre in una specie di limbo senza trovare una via di uscita.

Il disturbo da stress post traumatico è molto simile a un disturbo acuto da stress con la sottile differenza che in questo caso i sintomi dura oltre un mese e si differenziano in determinati particolari.

La DPTS, anagramma del disturbo post traumatico da stress è caratterizzato da insistenti ricordi dell’evento traumatico a volte sotto forma di incubi, immagini, pensieri e anche percezioni attorno alla persona. Si vive inoltre una strana sensazione, come se si stesse rivivendo il momento traumatico.

Queste rivisitazioni dell’evento possono anche causare flashback, allucinazioni, illusioni e anche episodi di dissociazione. Si prova inoltre un immenso disagio alla vista di un qualcosa che può ricordare l’evento accaduto, come anche solo vedere un luogo o una persona.

Si evita infatti il più possibile i pensieri legati al quel momento, alle sensazioni ma anche ai luoghi e alle persone che ricordano il trauma. Si evita anche la conversazione che può riguardare il trauma vissuto.

Disturbo da stress post traumatico le cause

Quello che può scatenare il disturbo post traumatico da stress, per concludere il discorso di prima, può anche essere l’incapacità di ricordare gli aspetti che riguardano l’evento ma anche un calo dell’interesse per tutte le attività in generale.

Si prova anche una sensazione di distacco nei confronti delle altre persone, come anche l’incapacità di provare dei sentimenti per alcuni di loro. Ma non si hanno più prospettive future, altri sintomi potrebbero essere legati all’irritabilità, alla difficoltà di dormire, non si trova la giusta concentrazione e si prova sempre un perenne stato di allarme e di irrequietezza.

Le probabilità di soffrire di disturbo post traumatico da stress possono aumentare in base alla proporzione dell’intensità dell’evento o alla prossimità fisica in cui si vive l’evento stesso.

Basta pensare ai vari attacchi di matrice islamica, infatti, tutte le persone coinvolte in questi attacchi con molta probabilità soffrono di DPTS senza ombra di dubbio. Tra di loro si trovano moltissime persone che sono sopravvissute o parenti delle vittime della guerra, ma anche gli americani vittime delle torre gemelle e che per loro fortuna sono sopravvissute.

Catastrofi, avvenimenti ed esperienze traumatiche possono avere un impatto emotivo determinando disturbo post traumatico da stress sintomi. Le descrizioni non prettamente mediche descritte nel corso del tempo sono molto più antiche delle diagnosi fatte ultimamente.

Determinati studi sono venuti fiori dopo la guerra del Vietnam che ha portato un notevole numero di militari a soffrire di DPTS.

Disturbo post traumatico da stress sintomi quali sono?

I disturbi clinici e psichici che ha una persona in seguito ad un evento o trauma, che possono essere aggressioni, guerre, disastri naturali o tecnologici, sterminio o campi di concentramento, sono molto caratteristici. Infatti sono talmente caratteristici, specifici e costanti sia per quanto riguarda il piano eziologico che su quello fenomenologico.

Quando il disturbo da stress post traumatico è generato dall’uomo può essere particolarmente grave e prolungato nel tempo, questo può facilmente portare a sintomi molto marcati e duraturi. La persona affetta da DPTS in questo caso potrebbe essere impossibilitata anche per lunghi periodi di tempo e presentare dei sintomi devastanti.

Il disturbo post traumatico da stress ha preso con gli anni il posto di quella che era conosciuta come nevrosi traumatica o nevrosi post traumatica. L’esposizione ad uno stressor continuo non predispone l’incombenza della DPTS in una persona.

Studi recenti affermano che al contrario perché una persona soffra di DPTS non deve essere esposta all’evento, un’altra ricerca ha affermato che dei fattori a rischio sono la predisposizione genetica, la familiarità psichiatrica, l’età che aveva una persona quando è stata esposta allo stressor, i tratti della personalità che sono sempre individuali e moltissimi altri.

Circa il diciannove percento delle persone affetta da disturbo da stress post traumatico che non hanno mai richiesto un trattamento o che non siano realmente consapevoli della malattia sono ad alto rischio suicidio.

Questo inoltre si presenta anche nella restate percentuale mancante che però associa questo rischio ad altre problematiche come per esempio ipertensione, asma bronchiale e ulcera o altri sintomi psichici come depressione e disturbo dell’ansia.

Disturbo post traumatico da stress sintomi fisici: come curarli?

Il disturbo da stress post traumatico sintomi possono essere clinicamente affrontati in diversi modi, perché rientra a tutti gli effetti nei disturbi di ansia per i quali la psicoterapia cognitivo-comportamentale ha sviluppato diversi mezzi per intervenire.

La prima cosa da affrontare sono i sintomi ansiosi e le varie tecniche di rilassamento ma anche l’ipnosi. Tutto questo potrebbe dare sostegno immediato che risulta anche più valido degli stessi farmaci.

Detto questo però non tutte le persone trovano benefici in queste tecniche, ma chi riesce sicuramente trova anche una valida alternativa agli effetti collaterali che possono portare gli psicofarmaci.

Tutte le persone che saranno “costrette” a seguire un percorso farmacologico devono comunque tenere conto che non potranno prendere farmaci per sempre, quindi è bene considerare le tecniche psicologiche per evitare di diventare schiavi ei farmaci. In moda tale da avvicinarsi il più possibile a una fase terapeutica che non sia di emergenza.

Nelle fasi successive si può affrontare un altro dei sintomi come per esempio l’evitamento. Il primo tentativo si fa solitamente con una desensibilizzazione sistematica  che può aiutare molte vittime a ricordare l’evento traumatico in misura eccessiva.

Questo può portare ad aprire una strada per una psicoterapia a lungo termine che però potrebbe produrre una ristrutturazione cognitiva del paziente. Andando a ricostruire l’evento in maniera più oggettiva dando dei notevoli risultati in campo medico.

Disturbo post traumatico da stress test cosa bisogna fare?

Il disagio psichico a volte può essere causato dal senso di colpa, per avercela fatta. Mentre tanti altri innocenti sono morti al posto del paziente in questione, quello che accade nei parenti invece è una difficoltà immensa ad elaborare il lutto ed accettare la perdita di una persona cara.

La terapia cognitivo comportamentale attuata al disturbo post traumatico da stress può portare a vivere il paziente una vita accettabile. Questo approccio infatti è studiato in base alle terapie attuabili e non sulle cause profonde del disturbo psicologico.

Per chi soffre di DPTS è quasi inutile per non dire dannoso andare nel profondo. Perché intervenire in profondità significa sottrarre rapidamente il paziente alla morsa dei disagi psicologici a cui è sottoposto per dargli indietro delle risorse cognitive ed emotive irrinunciabili.

Una volta recuperato il paziente e portato ad un funzionamento psicologico più vicino ai soliti livelli di vita. Si può pensare di impegnarlo in una terapia che abbia dei tempi più rilassanti, tenendo in conto tutte le sue caratteristiche principali di personalità e storia individuale.

La terapia psicologica ad orientamento emocognitivo è rivolta principalmente alle persone che presentano già disturbo post traumatico da stress sintomi  ed ha la capacità di riorganizzare gli aspetti funzionali della persona e favorire l’accesso delle risorse personali e sociali.

Questo porta a promuovere la risoluzione della sintomatologia e prevenire le ricadute ma può comunque migliorare ka situazione di disagio costante che si sente  quando si soffre di DPTS.

Disturbo post traumatico da stress l’approccio emocognitivo

Nel modello della psicologia emocognitiva di oggi ci si riferisce al disturbo post traumatico da stress ad acuto stress che portano disturbi dell’ansia reattivi. Infatti, la reazione psicofisiologica allo stress, cioè il tipo di percezione che si ha a questo disturbo avviene all’interno di un contesto definito bio-psico-sociale.

Ed è proprio questo contesto che va riorganizzato per riuscire nel tentativo di remissione di quei sintomi che vanno ad interferire anche in modo grave con lo svolgimento di normali attività di varia natura: lavorative, scolastiche e interpersonali.

La terapia per il disturbo da stress post traumatico, all’interno della sfera della psicologia emocognitiva vuole riuscire a rompere il circolo vizioso che viene definito loop disfunzionale che si instaura a livello psico-sociale. In poche parole cerca di riorganizzare le varie risorse che il paziente in esame usa per evitare di risolvere senza successo il problema.

La DPTS non è un disturbo che viene alimentato e mantenuto soltanto dai comportamenti, dai pensieri o dalle azioni disfunzionali della persona. Ma anche dalle reazioni delle persone che sono intorno alla persona che soffre di disturbo post traumatico da stress, quindi il portatore dei sintomi.

La terapia psicologica da seguire in questi casi non è particolarmente lunga, certo dipende dalla volontà del paziente e dal livello di conoscenza dello psicoterapeuta prescelto. La scelta dello psicoterapeuta deve essere molto importante in quanto deve essere in grado di applicare le tecniche moderne che derivano dalla psicologia emocognitiva.

Andiamo adesso a vedere i diversi criteri con cui vengono ad oggi effettuate le diagnosi della DPTS.

Disturbo post traumatico da stress: criteri diagnostici

La quinta edizione del DMS ovvero Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dice che la diagnosi del disturbo post traumatico da stress deve fondarsi su cinque criteri fondamentali che vengono indicati con le prime cinque lettere dell’alfabeto: A, B, C, D, E.

Nel criterio si valuta l’esposizione all’evento traumatico che può essere diretta o o indiretta. L’esposizione diretta per esempio prevede un evento vissuto in prima persona, mentre l’esperienza indiretta è un evento avvenuto a un familiare sempre per fare un esempio.

Il criterio B prende in considerazione i sintomi intrusivi di risperimentazione, cioè rivivere persistentemente l’evento traumatico. Possono caratterizzarsi sotto forma di ricordi spiacevoli oppure incubi, talvolta è anche possibile agire o sentire come se l’evento si stesse per ripetere.

Il criterio D si basa sull’evitamento, questo porta il paziente a fare degli sforzi per evitare i pensieri e le sensazioni. Si evitano anche i luoghi e le persone che possono ricordare l’evento e molto spesso non ci si ricorda nemmeno aspetti fondamentali del trauma.

Nell’evitamento accade anche i sentirsi distaccati dalla realtà e non si hanno delle prospettive future, insomma la vita sembra appesa a un filo.

Il criterio D è rappresentato dalla alterazione negativa del pensieri e dell’umore. Quindi si passa da un umore all’altro e anche i pensieri fanno lo stesso tram tram.

Il criterio E valuta i sintomi di alterazione dove si presenta una difficoltà ad addormentarsi e comportamenti auto distruttivi.

Disturbo post traumatico da stress: le conclusioni finali

Siamo arrivati ormai al termine del nostro articolo e ormai dovresti aver capito tutti gli spetti della DPTS. Se sei affetto o conosci una persona affetta da disturbo post traumatico da stress allora l’unica cosa che puoi fare è andare da un medico.

Molte persone durante la pandemia hanno iniziato a soffrire di questo disturbo, non c’è nulla di male ad essere affetti da questa patologia se non il voler cercare di migliorare il proprio stato psicofisico in seguito ad un trauma. Andare da uno psicoterapeuta è una scelta che in pochi riescono a fare, perché sembra quasi come una sconfitta.

Ma al mondo nessuno si è mai realmente salvato da solo, vivere eventi traumatici fa parte della vita, inoltre, spesso questi ci aiutano a crescere e prendere consapevolezza.

Un consiglio che vogliamo dare è sicuramente quello di scegliere un bravo medico che sia in grado di attuare l’approccio giusto in base alla persona e ai disturbi da cui quest’ultima è affetta. Non esiste una cura miracolosa per la DPTS ma solo la buona volontà e ovviamente un bravo medico che sappia utilizzare le nuove tecniche della psicologia emocognitiva.

Una buona terapia è il modo migliore per uscire dal limbo infernale in cui la DPTS riesce ad incastrare una persona, ma uscirne è assolutamente possibile.

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